ART BRUT EN INDE dans la revue de l’Osservatorio Outsider Art


ART BRUT EN INDE dans la revue de l’Osservatorio Outsider Art

Dessin de Kashinath Chawan

Written by Lucienne Peiry in Article Portrait

17 avril 2015

L’auteur d’Art Brut indien  Kashinath CHAWAN est présent dans le nouveau numéro de la revue de l’Osservatorio Outsider Art (no 9 ) qui sort ces jours à Palerme.

Lucienne Peiry a rencontré le créateur à Puné, sur son lieu de vie et de création, au sud de Bombay. Elle relate l’histoire de ce cireur de chaussures qui dessine en toute liberté son Mahabharata personnel.

Il Mahabharata di Chawan

Art Brut nel mondo: storia di un lustrascarpe indiano e dei suoi disegni  auto-terapeutici

Ogni mattina, appena giunge sul suo luogo di lavoro, Kashinath Shankar Chawan  inizia a bruciare qualche bastoncino d’incenso – come gesto d’offerta – davanti all’altarino dedicato a Ganesh. Fabbricata con le sue mani, la piccola costruzione di legno dipinto di rosso è decorata con la figura disegnata della divinità indù , generosamente inghirlandata con fiori freschi. Chawan l’appoggia al tronco di un albero accanto alla sua postazione. Là, su una delle strade più frequentate di Poona, Jangli Maharaj Road, installa la sua piccola bottega ambulante di calzolaio- lustrascarpe, organizzando con metodo la sua attrezzatura – scatole di lucido da scarpe, spazzole, stracci, forbici e colla. In seguito brucia bastoncini d’incenso dedicati stavolta ai suoi strumenti di artigiano. La giornata può cominciare.

La famiglia di Kashinath Chawan appartiene alla casta dei calzolai da diverse generazioni, suo nonno e suo padre hanno esercitato quest’attività, e lui stesso ha iniziato a quindici anni: da allora quasi mezzo secolo in questo quartiere, in questa stessa strada. Racconta che lascia quotidianamente la bidonville dove abita con la sua famiglia, a circa un’ora di strada dal centro cittadino, per recarsi alla sua postazione dove resta tutto il tempo per portare a casa ogni sera tra cento e duecento rupie.  Nell’ora calma del dopopranzo, quando i clienti si fanno rari, ne approfitta per consacrare la pausa di libertà ai suoi disegni dove rappresenta principalmente divinità indù, soprattutto Ganesh e Shiva, ma anche  personaggi delle due celebri epopee indiane, il Mahabharata e il Ramayana, e talvolta anche figure politiche o qualche star del cinema di Bollywood. Il lustrascarpe  disegna con una penna a sfera su pezzi di cartone strappati o tagliati da scatole di scarpe recuperate, o su qualche foglio di carta usata trovato a terra. Ma, attualmente, ha iniziato a preferire gli album di fogli bianchi che acquista. 

I suoi supporti danneggiati e macchiati, dalle forme irregolari, non turbano per nulla la sua immaginazione. Queste caratteristiche che potrebbero apparire come un difetto, un ostacolo o un vincolo, sembrano invece essere considerate dal disegnatore autodidatta come dati fecondi e ispiratori. Chawan sfrutta la curva di cartone creata da uno strappo per iscrivervi la postura inclinata di un personaggio oppure ne sottomette la figura alla forma arrotondata, come se l’obbligasse  a chinarsi per inserirsi nello spazio prefissato. Piegato, bucato, strappato, scolorito, sporco, il pezzo di cartone è ricco di una prima storia e si propone come superficie animata e vibrante a Chawan che vi traccia  una seconda avventura, quella del suo pantheon singolare, che riunisce figure per lo più religiose, ma anche mitologiche, leggendarie o storiche. 

Traduction en italien: Eva di Stefano

Suite de l’article dans le nouveau numéro de la revue de l’Osservatorio Outsider Art.

Maison d’édition : www.glifo.com

Dessin de Kashinath Chawan

Dessin de Kashinath Chawan

 

Dessin de Kashinath Chawan

Dessin de Kashinath Chawan

 

Photographie de Kevin Seisdedos

Photographie de Kevin Seisdedos

 

Photographie de Kevin Seisdedos

Photographie de Kevin Seisdedos


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